Poesia IV · Verso libero · 2025

Vorrei, 10

Per una volta,
vorrei chiudere gli occhi e sprofondare,
senza pensieri,
nel luogo dove tutto è
compiuto e reale: qui
il tempo sembrerebbe
aver più dimensioni e
ogni mio destino potrebbe
essere il migliore.
Per una volta, quanto vorrei.

Nota dell'autore

"Vorrei, 10" è costruita come un palindromo di senso: si lascia leggere dall'alto in basso e dal basso in alto, e in ciascuna direzione racconta un desiderio diverso.

Nella lettura discendente è il sogno di un mondo immaginario in cui tutto ciò che si pensa diventa reale. Il tempo non scorre più solo da prima a dopo, ma si apre in dimensioni parallele: se ogni oggetto immaginato si compie, non occorre scegliere. Ogni destino possibile può realizzarsi, e ciascuno come il migliore.

Letta in salita, è invece il desiderio di essere (o di essere visto come) il migliore: colui che tutti ammirano, una sorta di VIP. In quella condizione qualunque destino, per il solo fatto di toccare a chi sta in alto, diventerebbe spazioso, abitabile in più dimensioni. La percezione del tempo si farebbe concreta: si vivrebbe il presente invece di fantasticarlo. Un luogo sereno, "senza pensieri", un free pass alla vita.

Le due letture si specchiano nel "Per una volta, quanto vorrei" finale, che è insieme rassegnazione e invocazione.