Poesia VI · Verso libero · 2023

Alberi

Osservo gli alberi al vento,
alti, perpetui,
ondeggiano a rilento.
Ove il mondo è in transito
e rincorre il tempo,
essi hanno stabile radicamento.
Sereni popolano il suolo
mentre vien lusingato il cielo
dai vanitosi riflessi dell'uomo.

Osservo i rami suonar
la musica del mare,
rigioire, piangere, tuonare,
e sempre fissi ritornare.
Mille e più semi ci vollero
un tempo per farmi oggi notare
il verde vital delle chiome
e portarmi alla mente
pensieri d'infanzia
e profumi di stagioni.

Osservo gli alberi in movimento
ed improvvisamente
riprendo ogni senso:
ricordo chi sono
e cos'è il mondo,
sento il fluire del tempo;
so che—ogni gioia o tormento—
essi continueranno
a muoversi al vento.

Nota dell'autore

Lo scenario è quello di una grande città, grattacieli tutt'intorno: gli alberi si muovono lenti in mezzo alla frenesia umana, e il contrasto è immediato. Da una parte la rincorsa al tempo, dall'altra uno stabile radicamento che non ha bisogno di giustificazioni. I "vanitosi riflessi dell'uomo" che lusingano il cielo sono le vetrate dei grattacieli, ma anche lo specchiarsi dell'uomo nel cielo: il sogno di innalzarsi fino al divino, che qui appare più vanità che conquista.

La natura non è sfondo: è un essere vivente che gioisce, piange, tuona. Ha un'empatia che forse supera quella umana, e una laboriosità silenziosa. "Mille e più semi ci vollero": secoli di evoluzione sepolti in ogni chioma verde, uno sforzo che l'uomo nemmeno nota, troppo occupato a rincorrere il proprio riflesso.

Ma il cuore della poesia è nella terza strofa, nel ritorno a sé. Osservare gli alberi restituisce ogni senso perduto: chi sono, cos'è il mondo, come scorre il tempo. E arriva la consolazione più profonda: che non importa se si è felici o in tormento, giovani o prossimi alla fine. La natura è oltre l'uomo, gli sopravvivrà, e continuerà a offrire il suo tepore a chiunque si fermi a guardarla. Le nostre sofferenze si ridimensionano davanti a qualcosa che ci precede e ci supera, con la quieta costanza di ciò che non ha bisogno di noi per esistere.