Poesia IX · Verso libero · 2020

Squisitamente Me

Unicamente,
definitivamente
e solamente, più che
esclusivamente,
squisitamente
me.

Ma nessun
volutamente,
caparbiamente
e durevolmente, sia pur
difficilmente,
francamente
sé.

Nota dell'autore

Due strofe costruite interamente di avverbi (nessun verbo, nessun racconto di azioni), perché l'identità non si dimostra, si percepisce. La prima strofa è un autoritratto per accumulo: "unicamente" apre con la consapevolezza di una personalità che si sente rara; "definitivamente" ne sigilla la permanenza, un fulcro che non si sposta; "solamente" introduce il costo di questa unicità, una solitudine che emerge quando nessuno viene incontro; "esclusivamente" ne è la conseguenza amara, il ritrarsi da chi non mostra altrettanta personalità. Al centro, "squisitamente" regge l'intera costruzione: vale "propriamente", a rinforzare quel "me" finale, ma porta con sé la raffinatezza e la gentilezza come tratti costitutivi.

La seconda strofa rovescia lo specchio sugli altri, e li trova assenti. "Volutamente" chiede volontà di essere sé stessi; "caparbiamente" alza la posta: non basta il caso, serve ostinazione; "durevolmente" pretende che duri nel tempo, non sia una posa momentanea. "Sia pur difficilmente" apre una crepa nella delusione: essere sé stessi è arduo, il poeta lo sa e non chiede l'impossibile. "Francamente" chiude con l'essenziale: apertamente, senza falsi riguardi. Ma quel "nessun... sé" resta sospeso, un'attesa ancora inevasa.